Un miracolo di Lazio: «Gattuso come Maestrelli, è lunga ma ci può credere»

Gli ex Inselvini, Marcolin, Brocchi e Saurini commentano il primato in serie A dei biancocelesti: «Attenzione ad alzare l’asticella e le altre hanno rose extralarge… ma a forza di vincere si può creare una certa mentalità»
Erica Bariselli

Erica Bariselli

Giornalista

Rino Gattuso guida la Lazio attualmente capolista contro pronostici
Rino Gattuso guida la Lazio attualmente capolista contro pronostici

Lo dicono gli amici e simpatizzanti, si aggiungono gli addetti ai lavori. E ora anche quelli ai...livori sono costretti a prestare un occhio alla situazione mentre in mano scivolano statistiche che già dopo 10 giornate di serie A hanno qualcosa da dire: chi in passato ha avuto lo score della Lazio – 9 vittorie e un pari – una volta raggiunta la doppia cifra di partite giocate ha chiuso la stagione almeno tra le prime 4 della classifica.

I biancocelesti capolista contro tutti, anche contro un ambiente interno lacerato dalla faida tifosi-Lotito, perciò sognano, ma sono anche desti sui numeri. La Juve si arrabatta in fatica, il Napoli peggio si sente, l’Inter s’interroga, il Milan è in costruzione. Spazio per infilarsi nelle crepe dei cammini delle grandi ce ne sono. Infatti qualcosa ne sanno pure Roma, Como e persino il Frosinone. Però la Lazio…


«Ha una bellezza – analizza il bresciano ex centrocampista e allenatore ora opinionista di Dazn Dario Marcolin – che va suddivisa per punti: ha fatto un buon mercato, Gattuso ha trovato una chiave per tutti i giocatori, gioca e si diverte. E ha rivitalizzato i giocatori della vecchia guardia: Zaccagni è emblematico».

La vecchia guardia rivitalizzata

«Zaccagni, Tavares, Noslin e altri...È come se Rino – fa eco Cristian Brocchi che di Gattuso è stato compagno di squadra e che in biancoceleste da giocatore ha scritto pagine importanti – avesse liberato quelli che erano diventati come leoni in gabbia. Questa Lazio è stata fin qui capace di trasformare la negatività in altro. Onestamente – dice l’oggi opinionista di Radio tv serie A – già in estate dissi che questa squadra avrebbe potuto competere per l’Europa "che conta". Però – è il monito di chi conosce la piazza – occhio ad alzare troppo l’asticella perché può essere piuttosto pericoloso in una città come Roma».

Mattia Zaccagni è il capitano della Lazio: appare rinato
Mattia Zaccagni è il capitano della Lazio: appare rinato

«Io non penso – ci dice da Livemmo Fausto Inselvini, bresciano scudettato con la mitologica Lazio del 1974 – che la squadra di Gattuso possa arrivare allo Scudetto...però non si sa mai e il sogno è giusto viverlo. Inoltre, per quanto mi riguarda Gattuso ricorda Maestrelli: come lui Ringhio ha grande capacità di amalgamare il gruppo. Poi vero che noi avevamo Chinaglia e Re Cecconi, ma anche in questa squadra proprio come nella nostra che fu ci sono ottimi giocatori – su tutti ci metto Frattesi e quello che sta facendo - e poi tanti "galoppini" giusti a corollario. Tuttavia – aggiunge ancora Inselvini – credo che il vero top player sia proprio l’allenatore: con lui tutti corrono e tutto danno».

«E vincine una, due e tre...Poi fai fatica a non credere in qualcosa di grande. Razionalmente – è il pensiero di Giampaolo Saurini, attaccante anni ’90 cresciuto nel settore giovanile laziale e ora scout per Udinese e Watford – non penso che la Lazio possa arrivare in fondo per lo Scudetto perché alla lunga le rose extralarge delle altre squadre possono fare la differenza. Vincere però aiuta a continuare a vincere e a creare un certo tipo di mentalità che può portarti ad andare oltre».

Una domenica forse spartiacque

«Io dico che se domenica – dice ancora Marcolin che commenterà proprio il big match del «Maradona» – la Lazio passa a Napoli poi deve crederci davvero anche pensando ai distacchi che già ci sono e che si incrementerebbero ulteriormente. Nello score attuale dei biancocelesti c’è anche un altro fattore: ormai il fatto che non ci sono i tifosi alle partite in casa è diventato normalità e non c’è più questo choc da superare. Con Lotito la situazione non è assolutamente sanabile, ma vedremo cosa i tifosi faranno in occasione del derby, se entreranno meno. Sanno dare una spinta e un calore come nessuno: a esempio lo scorso anno fecero la differenza quando decisero di esserci col Milan. Fu vittoria».

«I tifosi della Lazio sono unici e io dico che ora dovrebbero andare allo stadio: possono ugualmente rimanere in protesta con Lotito, ma stando al fianco di una squadra che merita tanto affetto». Io so – chiosa Brocchi – che il sogno di Rino è giocare in un Olimpico pieno».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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